lunedì 27 febbraio 2012

Int. Gommerlauf 2012


Succede anche quest'anno. Dal chilometro 14 in poi la Gommerlauf smette di esser gara di fondo e diventa la ritirata dalla campagna di Russia. Vento e neve che solcano la valle proprio contro la direzione di marcia. Le raffiche sono terribili, quando soffiano in punti aperti della valle fanno letteralmente fermare.

La gara si plasma alle condizioni meteo. Gruppi di 20/25 atleti che procedono in fila indiana solcando la sottile lingua di pista lucida, non ricoperta dalla neve cadente e ventata (lentissima).  Mantenere la posizione fin al traguardo non costa troppa fatica, a patto di prestare attenzione e di tener a mente un paio di cosette 
Chiudere immediatamente quando si intuisce che si sta creando un buco, innanzitutto. In particolare quando vengono raggiunti gruppetti di atleti più lenti alla deriva (quelli che moriranno attorno al confine polacco, per intenderci), il cui sorpasso rischia di spezzare il gruppo (uscire dalla colonna significa neve fresca e vento in faccia). 
E secondo, non perdere le code del gruppo quando il tracciato gira ed il vento arriva alle spalle. Li si annulla l'effetto scia ed occorre far fatica tanto quanto quello che ti precede.

Al ventiduesimo e ventitresimo do fondo ad ogni energia, come se la gara finisse li. Scelta giusta. Quando la direzione di marcia cambia nuovamente sono ancora in scia al gruppo buono, in completa riserva ma ancora col gruppo buono. Da li al traguardo si andrà solo a spasso. A parte i due tre volenterosi davanti che fanno il ritmo, ovvio.

In gara si vive anche qualche momento di tensione. Di mira viene preso una giovane recluta. Si procede in una ventina circa, forse qualcuno in più. In tre a darsi il cambio, gli altri a ruota. Ad un certo punto il quarto della fila pensa bene di rialzarsi lasciando andare i tre benefattori. Ero dietro, sento solamente degli aspri rimproveri in tedesco. Scoppia un minuto di bagarre ma si è di nuovo tutti insieme. Però il ragazzino me lo ritrovo davanti. Dopo un minuto tenta di nuovo il suo riuscitissimo numero dell'ammutinamento. 
"Chiudi cazzo!!" gli urlo nelle orecchie.
"I'm tired" risponde serafico.
Ah sei stanco? Nevica ? fa freddo ? Che vuoi? Vuoi andare a casa Schettino? 
Penso.
Mi esce un "levati!" soffocato. Con uno sforzo sovrumano mi ripiglio il posto al coperto.
I quattro dietro di me non ce la fanno.
Mi giro e li vedo allontanarsi nella tormenta in compagnia della causa della loro dipartita.
Poveretti. Sarà l'ultima volta che li vedrò in vita.
Chiudo in 287esima posizione su 743 arrivati, con il tempo di 1h 52' 20". Miglioro rispetto alle edizioni scorse. Nel 2010, agli inizi, mi piazzai in 608esima piazza su 706 mentre nel 2011 arrivai 346esimo su 705. Il trend è incoraggiante.
Tra due domeniche correrò la Maratona dell'Engadina
Speriamo ci sia da sciare. E non di cercar di sopravvivere.





24 commenti:

  1. Bellissimo questo "tragicomico" post. Spiace non aver condiviso insieme la fatica, ma sarà per la prossima. Comunque bravo, Secondo me sei andato bene ...

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  2. Sei forte sei forte non c'è che dire.. ma dimmi come hai fatto a corrompere quelli che negli anni passatiti sono arrivati davanti? Con delle tazze di thè caldo forse?

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  3. @Olda Dai cavolo, il prossimo anno ci si organizza meglio prima della stagione. Ciao. grazie della visita.

    @Nic Grazie capo.

    @Luca Quest'anno partivo anche un pelo avanti, grazie al gruppo conquistato. Più parti avanti più è facile far risultato.

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  4. Caro Hal78, domenica ritornavo da Leukerbad (ovviamente Vallese), per tornare in Ticino dovevo prendere il trenino del Furka (Oberwald-Realp), ho atteso ca. 1 ora e ho potuto notare le forti raffiche di vento.
    Sapevo della Gommerlauf, e mi sono detto che jella per i fondisti...

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    1. Si, non era una di quelle giornate che dici: "oh, che bello sciare oggi!!" Tu hai fatto sci o terme?

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    2. TUTTI E 2, PREVALENTEMENTE TERME!

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  5. Complimenti sergente nella neve. Mancavan le note della katiuscia e poi era proprio campagna di russia.

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  6. Gara epica! so bene cosa vuol dire correre in quelle condizioni. Hai migliorato DI BRUTTO la tecnica di spinta di braccia, fatto che si vede bene dalla sequenza delle foto. La progressione in 3 anni parla da sola.. Per mantenerla non vanno trascurati i materiali, l'allenamento di forza e resistenza. Ma la cosa più difficile ti sta riuscendo bene: la tecnica, appunto
    Un ottimo allenamento per l'engadina. Vai così Hal, te ne prenderai tante di soddisfazioni, vedrai!!

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    1. Grazie molte per l'incoraggiamento. Quest'inverno ho lavorato principalmente sull'equilibrio e sulla posizione sugli sci( a discapito dell'allenamento puro, ma tutto torna utile) e qualche risultato si vede soprattutto mi sento più 'compatto' e la spinta di braccia più organica al movimento del corpo.
      Si, bisogna proprio abbondonare il peso su di uno sci, avere il baricentro nella 'terra di nessuno', centrale, è proprio l'errore che si commete con maggior frequenza. Quando inizi a capire come trasferir bene il peso da uno sci all'altro senti di aver superato un gradino.
      C'è una scalinata davanti ma non spaventa.
      Ciao!!

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  7. Oddio, quando le raffiche a 60 Km/h ti tagliavano la faccia e non andavi avanti non era proprio così che la pensavo..
    Ciao, grazie della visita!

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  8. Post fantastico. Come nella vita, quando il gioco si fa duro, più netta appare la divisioni tra veri uomini e mammolette. Le mammolette sono quelle che non tirano, ma pretendono di stare sempre a ruota.

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    1. Ecco, io allora son la mammoletta numero uno. Ho vinto il Grammy nella categoria mammolette!!
      Non ho tirato un metro, principalmente perchè non ero in grado di farlo. anzi come hai letto ho messo giu anche un paio di regolette del perfetto succhiaruote.
      E' capitato così, ero in un gruppo dove il livello era di poco superiore al mio quindi non avevo alternative se volevo portar a casa la pellaccia.
      Ciao!!

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    1. Si, ho spulciato anch'io le foto dei partecipanti. Statisticamente un pirla su 745 è altamente probabile trovarlo. Chissa che mi credevo. Pensavo di andar a far la Roma Ostia.

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    1. Ma che è? E' vero?
      Bellissimo. Comunque già dalla partenza gli auspici non è che fossero dei migliori. Fango, fiumi, tutti impantanati..
      Od è una di quelle cose tipo fascisti su Marte di Guzzanti?

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    2. Certo, Istituto Luce original.Ho provato tutta la mattina a cercare il Duce sugli sci di fondo in qualche valle italiana che "con meravigliosa tecnica classica, scivolava sullle bianchi nevi delle Italiche vallate..." ma nulla... rimaneva la campagna di Russia, una fatica paragonabile alla tua impresa

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  11. Certo che in confronto al disperato che ti precede sembri il cigno bianco del NYC Ballet. Sai cosa mi piace molto? I polsi belli in linea ed i gomiti larghi, esterni alla linea delle mani, segno che inizia a capire come funzionano le cose. Oh non sentirti arrivato, però.. Quando ti senti di sciar bene dai un occhio a quelli che arrivano nei primi 50, ti passa l'euforia.
    :-))

    Stefano

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    1. Che asino..
      Ore ed ore di esercizi alla sbarra, che ti credi.
      No tranquillo, l'occhio a quelli forti lo butto sempre. E' sempre salutare un bagno di realismo.
      Ciao. Grazie della visita Ste.

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  12. Stefano Cannero1 marzo 2012 13:09

    Bravo!
    Complimenti vivissimi...
    Quest'inverno ho sciato molto poco ma ho fatto la tua stessa scoperta, abbandonare la terra di mezzo è una scoperta geniale... sembra di fare la metà della fatica...
    Tipo che ogni tre passi mi giro a guardare che tracce lunghe rimangono nella neve... fantastico... ma che male ai quadricipiti le prime volte...

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    1. Ciao Stefano, grazie mille della visita.
      É tutta una questione di equilibrio, si. Caratteristica che deve essere allenata tanto quanto quelle atletiche. si tratta di memorie motorie ed automatismi che si acquisiscono piuttosto lentamente, per questo non si finisce mai di migliorare.
      Ciao! Buone sciate.
      anche se ormai si sta squagliando tutto...

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